La Lambretta!

La Lambretta!

15 ottobre 2018 Non attivi Di IlVittogram

Sui nostri social in molti ci avere chiesto della Lambretta, come al solito noi abbiamo esaudito la vostra richiesta, cercando qualche nozione e locandina dell’epoca, quindi buona visione e buona lettura!

La Lambretta è uno scooter italiano prodotto dalla industria meccanica Innocenti di Milano, nel quartiere Lambrate, dal 1947 al 1972. Il nome “Lambretta” deriva dal fiume Lambro, che scorre nella zona in cui sorgevano proprio gli stabilimenti di produzione.

 

Nel 1922 Ferdinando Innocenti di Pescia diede vita ad una fabbrica di tubi d’acciaio a Roma. Nel 1931spostò tutti i propri affari a Milano, costituendo nel 1933 a Lambrate la più grande fabbrica di tubazioni d’acciaio senza giunti.

Durante la seconda guerra mondiale, la fabbrica fu bombardata e completamente distrutta. Innocenti, nell’attesa di riacquisire da parte degli Alleati gli stabilimenti di Milano, diede vita nella Capitale allo studio del prodotto che avrebbe costituito la riconversione post-bellica della fabbrica: infatti, prendendo ispirazione proprio dai motorscooter militari americani giunti in Italia durante la guerra, e comprendendo le nuove necessità di motorizzazione utili alla popolazione nell’immediato dopoguerra, decise di dedicarsi alla produzione del rivoluzionario scooter.

Affida il design del nuovo veicolo ad una straordinaria accoppiata di ingegneri aeronautici: Pier Luigi Torre, che si occupa della meccanica, (lo stesso che aveva creato i motori dell’idrovolante Savoia-Marchetti S.55A della trasvolata atlantica di Italo Balbo) e ricostruisce gli stabilimenti milanesi, e Cesare Pallavicino che era stato il direttore tecnico prima della Breda fino al 1935 e poi della Caproni, che si occupò del telaio e del design. Nel 1947 lo scooter, battezzato Lambretta dall’artista Daniele Oppi, è pronto e viene lanciato sul mercato[2].

L’enorme successo non solo nazionale fece sì che la Lambretta, nei quasi 25 anni di produzione, venisse costruita su licenza anche in Germania (dalla NSU), Gran Bregtagna, Argentina, Brasile, Cile, India e Spagna. La Innocenti produsse, sulla base della meccanica dello scooter, anche una serie di motocarri che, inizialmente denominati anch’essi Lambretta, ebbero poi il nome di Lambro.

Con il boom economico esploso in Europa occidentale verso la fine degli anni sessanta la richiesta degli scooters ebbe un calo, mentre l’automobile era ormai alla portata di tutti; la Innocenti dovette quindi lottare per sopravvivere finanziariamente. La “British Motor Corporation” (BMC) approfittò delle difficoltà finanziarie della Innocenti e nel 1959, considerando la sua esperienza di produzione le propose un contratto per produrre, su licenza, una berlina dell’Austin di 900 cm³ di cilindrata, la A40, con molti componenti forniti dalla stessa BMC. L’Innocenti utilizzò poi il telaio A40 per produrre uno spyder carrozzato da Ghia. Successivamente vennero prodotte anche altre automobili, sempre su licenza BMC: la IM3 (Innocenti Morris 3), la I4 (una IM3 più spartana ed economica) e la Mini Minor. ma anche con queste altre azioni di mercato, l’azienda chiuse la produzione nel 1971.[3]

Il governo indiano comprò la catena di montaggio della Lambretta nel 1972, essenzialmente per le stesse ragioni per cui Ferdinando Innocenti l’aveva costruita dopo la guerra: l’India all’epoca era un paese con poche infrastrutture e non era ancora pronta economicamente per produrre piccole automobili dedicate al trasporto privato. La SIL (Scooters of India Limited), con sede a Lucknow nell’Uttar Pradesh, fu l’impresa di proprietà statale che cominciò la produzione un paio d’anni dopo l’acquisto, continuando la costruzione della Lambretta originale sino al 1997[4][5].

Ovviamente da Wikipedia

Ma qualcuno di voi se lo ricorda  Quadrophenia ? Il film dove un giovanissimo Sting interpretava un ribelle sopra a questo scooter nell’Inghilterra degli 60/70, da vedere, li consacrò il mito di questo mitico scooter, venne usata anche per moltissime pubblicità.

 

 

Beh, lo avete capito, qui parliamo della nostra Storia, anche con la mitica Lambretta.

Vittorio Bonfante Stàff Italianità

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