Made in Italy le 60 aziende più importanti

Made in Italy le 60 aziende più importanti

30 ottobre 2018 0 Di IlVittogram

Un articolo di un anno fa, riporta le 60 aziende italiane più italiane, diamo un’occhiata a chi fa grande il nostro Paese grazie al lavoro.

I gruppi italiani presidiano cinque settori: alimentare, arredi, componenti, editoria e la moda. Nell’auto resistono Ferrari e Maserati

Le imprese grandi e medio-grandi resistono in sei settori su cinque, ma l’avanzata dei gruppi stranieri alla conquista del Made in Italy sembra inarrestabile. È quanto emerge da un recente studio di Mediobanca sulle principali aziende italiane per fatturato (relativo agli esercizi 2016 e 2015). Di seguito, ecco le prime 10 aziende in sei settori chiave.

Auto

C’era una volta l’auto italiana. La Fiat, diventata FCA, dopo la fusione con gli americani di Chrysler, per motivi fiscali ha traslocato in Olanda e a Londra. Si piazza al primo posto con FCA Italy, che raggruppa tutte le attività in Italia, con un fatturato di 26 miliardi di euro. Gli altri due brand italiani in questo comparto, che hanno mantenuto sede e produzione nel nostro paese, sono Ferrari (2,8 miliardi, al quinto posto per fatturato) e Maserati (3 miliardi, al terzo posto), che comunque fanno parte di FCA.

Così la top ten delle principali aziende automobilistiche in Italia è sbilanciata più sul commercio, con le filiali delle principali case automobilistiche tedesche, francesi e americane: Volkswagen, Merceds-Benz, BMW, Reanult, Ford, Peugeot, GM.

Fashion

La moda è la regina del Made in Italy. L’indagine di Mediobanca ha considerato le prime 30 realtà, anche perché di queste ben 16 registrano fatturati superiori al miliardo di euro. Eccole. La prima è Luxottica (9 miliardi di euro), che si è fusa con la francese Essilor e che stacca Prada (3,1 miliardi) e Giorgio Armani (2,5 miliardi).

Poi Calzedonia (2,2 miliardi), OTB di Renzo Rosso (1,5 miliardi), il cui marchio più noto è Diesel, Max Mara (1,4 miliardi), Salvatore Ferragamo (1,4 miliardi), OVS (1,3 miliardi), catena retail del gruppo Coin, D&G (1,3 miliardi) e gli occhiali Safilo (1,2 miliardi).

Dalla undicesima alla ventesima posizione, con fatturati superiori al miliardo troviamo anche Ermenegildo Zegna, Valentino, Benetton, LIR (Geox e Diadora), Moncler e Tod’s.

Food

L’alimentare è tra i principali ambasciatori del Made in Italy nel mondo. Ma anche in questo caso al primo posto c’è un gruppo straniero. La Parmalat (controllata dalla francese Lactalis) si piazza al primo posto con un fatturato di 6,5 miliardi), davanti a Cremonini (3,6 miliardi) e Barilla (3,4 miliardi).

Sotto il podio, ecco il gruppo Veronesi (2,8 miliardi), cui appartengono AIA e Negroni, le attività italiane di Ferrero (2,6 miliardi), la cui holding batte bandiera lussemburghese, Lavazza (1,9 miliardi), Casillo (1,5 miliardi), gruppo pugliese attivo nella trasformazione e commercializzazione del grano, Gesco (1,4 miliardi), il cui marchio più noto è Amadori, le attività in Italia della svizzera Nestlè (1,3 milaiti), e Lactalis Italia, divisione italiana del gruppo francese Lactalis (1,2 miliardi).

Editoria

L’industria culturale, per lo meno quella di carta, è tutta tricolore. In vetta la Mondadori (società del gruppo Fininvest che pubblica Panorama.it)

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