L’amore e il culto dei prodotti italiani.

L’amore e il culto dei prodotti italiani.

2 novembre 2018 0 Di IlVittogram

Essere italiani significa credere nelle leggende e nei miti tramandatici dalla cultura classica; in tale maniera sarà più facile guardare la sirena Partenope quando giunse a Megaride, (l’ attuale Castel dell’ Ovo), per la forza dei flutti che si infrangevano sulla scogliera, decretando il vecchio nome della città di Napoli e dei cittadini partenopei. E ancora, che dire del vecchio toro che sconfisse il drago che si celava nei boschi di Padus, ( il Po), da cui è tratto il nome della città di Torino, antico crocevia di magiche e affascinanti triangolature?

Molte delle più importanti città italiane sono animate da antiche storie che si rinnovano ogni volta nella memoria degli abitanti. E quella poesia, quell’ arte, (anche culinaria!), quella fantasia, che da sempre caratterizzano la stirpe italica, sono gli elementi che segnano indelebilmente un territorio che, per tre quarti, si affaccia sul mare, viatico di libertà e di conoscenza.

 

Viviamo un momento particolare, di transizione politica ed economica, che vede un insieme di Nazioni, quelle europee, lavorare ad un progetto comune, che è chiamato Europa unita, un piano programmatico che è partito da un’ unificazione meramente economica per giungere ad un progetto politico, un programma che annaspa fra mille difficoltà, mille diseguaglianze dettate dalle diversità sostanziali di tutti i Paesi che lo compongono: un “unicum” che è tutto fuorchè un vero e proprio progetto unitario…

In questa fase l’ Europa unita detta despoticamente le norme cui debbono attenersi i Paesi membrinella produzione di beni e servizi, favorendo un’ evidente “massificazione globalizzata” delle merci dei singoli paesi a discapito della ricchezza e della varietà dei prodotti tipici locali, per cui si assiste inermi allo stravolgimento di regole e modalità di produzione di beni che, da tempi immemorabili, fanno parte di filiere di produzione antiche, che non possono tener conto della lunghezza massima consentita dei mitili o dei pesci pescati nelle nostre acque, o delle modalità di cottura imposte per la pizza…, o per il trattamento di altri prodotti tipici dei nostri lidi.

Tanti sono i Paesi del mondo che si contendono i prodotti della fantasia, dell’ arte, della terra italica: italiano nel mondo significa stile, bellezza, qualità, … non “pinzellacchere” direbbe il buon Totò.

E’ questo stile, o quest’ antica fascinazione italica che non muore mai e che si agita come un vessillo nel panorama internazionale, che bisogna difendere e tutelare, a denti stretti, con la volontà caparbia dei nostri progenitori, gente semplice, volenterosa, intelligente, che ha portato l’ amore per la fantasia in giro per il mondo!

Domenico De Giorgi

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