“FERRO DA SMALTIRE”, COSÌ LA POLIZIA “FREGA” I ROM.

“FERRO DA SMALTIRE”, COSÌ LA POLIZIA “FREGA” I ROM.

9 Gennaio 2019 0 Di IlVittogram

“Abbiamo ferro da smaltire”, gli agenti beffano i rom.

Sembra una barzelletta ma non lo è, ma leggiamo insieme questo “fatto” di cronaca.

Sarzana – Val di Magra – A seguito di una segnalazione da parte di un cittadino, in una zona molto nascosta nel territorio di Santo Stefano di Magra, vicino al campo sportivo in località Ghiaia, gli agenti della Polizia locale santostefanese, guidati dal comandante Flavio Toracca, hanno rinvenuto abbondanre materiale sia proveniente da lavorazioni edili e sia elettrico. Gli uomini del Comando si sono pertanto immediatamente attivati e, sotto le direttive del responsabile dei servizi esterni, il vicecomandante Michele Ottolini, dopo diversi accertamenti che li hanno portati anche fuori regione, sono risaliti ai responsabili.

E’ infatti emerso che i dipendenti di una ditta di materiale elettrico della zona, mossi da ‘compassione’, davano ordinariamente del ferro ad alcuni soggetti di etnia rom, in particolare sinti, che si presentavano quasi elemosinando e palesando uno stato di indigenza tale per cui, benché la ditta fosse in regola con ogni tipo di smaltimento, cedeva loro del ferro. Da smaltire, oltre al ferro, sono stati dati anche alcuni scarti di lavorazione e queste persone, e i rom non ci hanno pensato due volte ad abbandonarli in modo illecito.

Sono così finiti nei guai quattro soci di un’azienda per non aver impedito che terzi smaltissero in modo non idoneo determinati scarti di lavorazione attribuibili ai primi, ma le indagini degli inquirenti hanno permesso di accertare molto di più. Infatti la maggior parte dei soggetti di etnia rom che si recano presso le aziende o i cantieri della zona a chiedere il ferro fanno parte di un consorzio amministrato da una persona di etnia rom (anch’essa sinti) pluripregiudicata per reati ambientali e la cui sede è nella provincia di Torino. La ragione sociale di questa ‘azienda’ sarebbe lo smaltimento di rifiuti nel modo corretto, ma, allo stato dei fatti – non è la prima volta che accade – il materiale viene disperso in modo non consono all’attuale normativa.

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