Carburanti cresciuti del 75% negli ultimi vent’anni.

Carburanti cresciuti del 75% negli ultimi vent’anni.

1 Febbraio 2019 0 Di IlVittogram

Gas, benzina, Diesel, una spesa che oramai molte famiglie non riescono più a sostenere, in vent’anni cresciuti del 75%, una pazzia, ora non vogliamo più sentire discussioni inutili e come Italianità chiediamo riforme adeguate e incisive a questo problema.
Calcoliamo anche che non solo il privato soffre per questi aumenti ma anche le imprese.

Benzina e diesel in 20 anni sono aumentati del 75%

Indagine Uecoop: i prezzi della benzina sono cresciuti del 75,9% negli ultimi venti anni con il 2018 che fa segnare una media di 1,599 euro al litro contro lo 0,909 euro al litro del 1998

Indagine Uecoop: i prezzi della benzina sono cresciuti del 75,9% negli ultimi venti anni con il 2018 che fa segnare una media di 1,599 euro al litro contro lo 0,909 euro al litro del 1998

I prezzi della benzina sono cresciuti del 75,9% negli ultimi venti anni con il 2018 che fa segnare una media di 1,599 euro al litro contro lo 0,909 euro al litro del 1998. E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop, l’Unione europea della cooperative, su dati del Ministero dello sviluppo economico dalla quale emerge che la spallata dei rincari record nel ventennio riguarda anche il diesel con +47,7% arrivato a 1,488 euro litro e il GPL con +49,9% che adesso supera lo 0,673 euro al litro.

Importante l’impatto delle tasse che nell’ultimo anno hanno pesato per il 63% sul prezzo al dettaglio della benzina e per il 59,5% per quello del gasolio: in pratica ogni volta che un automobilista si ferma alla stazione di servizio per un pieno da 55 litri lo Stato si mette in tasca oltre 48 euro sul diesel e più di 55 euro sulla benzina, fra accise e Iva. La spesa energetica – conclude Uecoop – ha pesanti ripercussioni sui bilanci delle famiglie e delle imprese considerato che l’Italia è nella top ten dei carburanti più cari del mondo.

Intanto sempre sul fronte dei consumi è allerta anche per la prossima ondata di gelo in arrivo sull’Italia che rischia di far schizzare alle stelle il prezzo di verdure e ortaggi dopo le gravi perdite subite dall’inizio dell’anno che hanno ridotto le disponibilità sui mercati.

Secondo la Coldiretti infatti le temperature sotto lo zero danneggiano le coltivazioni invernali come carciofi, finocchi, sedano, prezzemolo, cavoli, verze, cicorie e broccoli, ma lo sbalzo termico improvviso ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra.

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